
Partita IVA per rider: come aprirla, codice ATECO, tasse e contributi
Se consegni in modo abituale per Glovo, Deliveroo, Uber Eats o altre piattaforme, puoi aprire la partita IVA come professionista con il codice ATECO 82.99.99. Non serve iscriverti alla Camera di Commercio e versi i contributi alla Gestione Separata INPS, pari al 26,07% di quello che guadagni davvero: se in un periodo non lavori, non paghi contributi. Con il regime forfettario l’imposta è del 5% per i primi cinque anni, poi del 15%.
Aprire la partita IVA da rider è più semplice di quanto sembri: si fa online, gratis, in pochi minuti. Ecco come funziona, quanto si paga e quali tutele hai nel 2026.
Rider con partita IVA, occasionale o dipendente: come si inquadra
Un rider può lavorare in tre modi, a seconda di quanto è libero di organizzarsi:
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Inquadramento |
Quando si applica |
Cosa comporta |
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Lavoratore dipendente |
La piattaforma decide turni, zone e modalità, come fa un datore di lavoro |
Busta paga, contributi e tutele del lavoro subordinato |
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Autonomo occasionale |
Consegne saltuarie, senza continuità |
Ricevuta con ritenuta del 20%, contributi INPS solo oltre 5.000 euro l’anno |
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Autonomo con partita IVA |
Attività abituale, anche su più piattaforme |
Fattura, codice ATECO, contributi INPS e imposte a carico del rider |
Quando le consegne diventano abituali, la partita IVA è obbligatoria qualunque sia l’importo incassato.
I rider autonomi hanno comunque alcune tutele minime per legge (art. 47-bis e seguenti del D.Lgs. 81/2015): contratto scritto, compenso minimo legato ai contratti collettivi, indennità di almeno il 10% per notte, festivi e maltempo, e assicurazione INAIL. Dal 1° luglio 2026 (D.L. 62/2026) la piattaforma deve anche consegnare ogni mese il Libro Unico del Lavoro con consegne e compensi, sia ai rider con partita IVA sia a quelli occasionali.
Entro il 2 dicembre 2026 l’Italia deve recepire la direttiva UE 2024/2831 sul lavoro tramite piattaforme, che introduce una presunzione di lavoro subordinato quando la piattaforma controlla la prestazione.
Come aprire la partita IVA da rider come professionista
Non esiste un codice ATECO riservato ai rider. Per chi consegna tramite piattaforme, la scelta più semplice e flessibile è aprire come professionista:
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Aspetto |
Rider professionista, codice 82.99.99 |
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Codice ATECO |
82.99.99 – Altri servizi di sostegno alle imprese n.c.a. |
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Contributi INPS |
Gestione Separata, 26,07% solo sul reddito effettivo |
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Se non guadagni |
Zero contributi da pagare |
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Camera di Commercio |
Nessuna iscrizione e nessun diritto annuale |
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Regime fiscale |
Forfettario, coefficiente 67%, imposta al 5% per cinque anni |
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Ideale per |
Lavoro part-time o guadagni bassi e variabili |
L’apertura richiede pochi passaggi:
- Verifica i requisiti del regime forfettario: ricavi entro 85.000 euro l’anno e, se hai anche un lavoro dipendente, reddito da lavoro sotto i 35.000 euro.
- Invia online il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate con il codice 82.99.99. È gratuito e la partita IVA arriva di solito in giornata.
- Iscriviti alla Gestione Separata INPS dal sito dell’INPS.
- Attiva una PEC e un software per la fattura elettronica, poi comunica la partita IVA alle piattaforme con cui lavori.
Puoi fare tutto da solo seguendo la guida su come aprire la partita IVA online, oppure farti seguire da un commercialista.
C’è anche un altro codice usato nel settore, il 53.20.00 (attività di corriere), che però inquadra il rider come commerciante: iscrizione alla Camera di Commercio e contributi fissi di 4.611,64 euro l’anno anche senza incassi. Ha senso solo se l’attività è organizzata come una vera impresa di consegne: in caso di dubbio, confrontati con un commercialista.
Quanto paga di tasse e contributi un rider con partita IVA
Nel regime forfettario il calcolo è semplice. Il reddito è il 67% di quanto incassi; su questo paghi il 26,07% di contributi INPS. Tolti i contributi, sul resto si applica l’imposta sostitutiva. Non devi tenere conto delle singole spese (carburante, bici, manutenzione): il coefficiente le considera già.
Due esempi con codice 82.99.99 e imposta al 5%:
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Voce |
Rider part-time: 8.000 € di incassi |
Rider a tempo pieno: 20.000 € di incassi |
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Reddito imponibile (67%) |
5.360,00 € |
13.400,00 € |
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Contributi Gestione Separata (26,07%) |
1.397,35 € |
3.493,38 € |
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Base per l’imposta |
3.962,65 € |
9.906,62 € |
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Imposta sostitutiva al 5% |
198,13 € |
495,33 € |
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Totale tasse e contributi |
1.595,48 € |
3.988,71 € |
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Resta al rider |
6.404,52 € |
16.011,29 € |
In entrambi i casi paghi circa il 20% di quanto incassi, e i contributi crescono o calano insieme al lavoro. Dopo i primi cinque anni, con l’imposta al 15%, il totale sale a 1.991,75 euro nel primo esempio e a 4.979,37 euro nel secondo.
Contributi e imposte si pagano insieme, con saldo e acconti a giugno e novembre. Conviene mettere da parte ogni mese circa un quinto degli incassi. Per il calcolo nel dettaglio c’è la guida su come calcolare i contributi INPS nel regime forfettario.
Gli esempi semplificano: nella realtà si deducono i contributi pagati nell’anno, compresi saldi e acconti.
Assicurazione INAIL e tutele del rider autonomo
Per i rider autonomi che consegnano tramite piattaforma, l’assicurazione INAIL contro infortuni e malattie professionali è obbligatoria. Gli adempimenti spettano alla piattaforma, come per un datore di lavoro, e questo vale anche se hai la partita IVA. La piattaforma deve inoltre rispettare le norme sulla sicurezza, a partire dai dispositivi di protezione.
Restano però scoperti molti rischi. Non hai ferie né malattia pagate come un dipendente, e un periodo di stop significa zero incassi. Chi versa in Gestione Separata ha accesso ad alcune indennità INPS, come malattia e maternità, oltre all’ISCRO in caso di forte calo del reddito, ma con importi limitati.
Per questo conviene valutare una copertura sanitaria integrativa. Su BeProf, piattaforma gratuita per liberi professionisti e freelance, trovi coperture sanitarie e convenzioni a condizioni agevolate.
Domande frequenti
Quale codice ATECO deve usare un rider?
Per chi consegna tramite piattaforme, il codice più adatto è l’82.99.99 (altri servizi di sostegno alle imprese). Ti inquadra come professionista in Gestione Separata, senza Camera di Commercio e senza contributi fissi, con coefficiente del 67% nel forfettario.
Un rider può lavorare senza partita IVA?
Sì, con la prestazione occasionale, se le consegne sono saltuarie. Oltre 5.000 euro l’anno scattano i contributi INPS. Se l’attività diventa continuativa serve la partita IVA, anche sotto quella cifra.
Con la partita IVA posso lavorare per più piattaforme?
Sì. Con la stessa partita IVA puoi consegnare per Glovo, Deliveroo, Uber Eats e altri committenti, emettendo a ciascuno fattura elettronica. Come si fa senza errori è spiegato nella guida alla fattura elettronica per forfettari.
Quanto guadagna un rider con partita IVA?
Dipende dal numero di consegne e dalla città. Con la partita IVA da professionista in forfettario, tra tasse e contributi versi circa il 20% di quanto incassi: su 20.000 euro ne restano circa 16.000. Da questa cifra vanno tolte le spese per mezzo, carburante e telefono.
Chi paga l’INAIL del rider autonomo?
L’assicurazione INAIL è obbligatoria e gli adempimenti sono a carico della piattaforma che ti fa lavorare, anche se hai la partita IVA.