Lavoro e Previdenza

NASpI e Partita IVA: come funziona la disoccupazione per chi è libero professionista

25 Maggio 2026

Matteo Pedone

NASpI e Partita IVA: come funziona la disoccupazione per chi è libero professionista

La NASpI è l’indennità di disoccupazione dell’INPS pensata per i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Un libero professionista “puro”, che non proviene da un rapporto subordinato, non matura questo diritto, perché la NASpI si finanzia con i contributi versati da datore di lavoro e dipendente. Esistono però situazioni in cui partita IVA e NASpI convivono, oltre a una tutela dedicata ai professionisti chiamata ISCRO. Vediamo chi può riceverla, cosa cambia aprendo la partita IVA e quali limiti di reddito rispettare.

NASpI: che cos’è e a chi spetta

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è un sostegno economico erogato dall’INPS a chi perde il lavoro dipendente in modo involontario. Per ottenerla servono tre requisiti: lo stato di disoccupazione involontaria, almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti e almeno 30 giornate di lavoro nei dodici mesi prima della cessazione. La domanda si presenta in via telematica con SPID entro 68 giorni dalla fine del rapporto, e l’indennità dura un numero di settimane pari alla metà di quelle contributive degli ultimi quattro anni, fino a un massimo di 24 mesi.

Un libero professionista può ricevere la NASpI?

Dipende dalla provenienza. Chi ha sempre lavorato come libero professionista o lavoratore autonomo senza un rapporto subordinato non ha diritto alla NASpI. Chi invece era dipendente e perde il lavoro può percepirla, anche se possiede già una partita IVA o decide di aprirla per avviare un’attività in proprio. Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata che subiscono un calo del reddito esiste una misura apposita, l’ISCRO, che funziona come una forma di tutela del reddito per gli autonomi.

NASpI e apertura della partita IVA: cosa succede

Chi percepisce la NASpI può aprire la partita IVA continuando a ricevere l’indennità, purché comunichi all’INPS il reddito che prevede di produrre. In base a quel reddito l’importo mensile viene rideterminato. La regola generale prevede una riduzione della NASpI pari all’80% del reddito atteso dall’attività autonoma, entro i limiti consentiti.

Reddito da lavoro autonomo previsto Effetto sulla NASpI
0 € Nessuna riduzione
Fino a 5.500 € l’anno Riduzione dell’80% del reddito previsto
Oltre 5.500 € l’anno Perdita dell’indennità

Per il lavoro dipendente svolto in parallelo la soglia di compatibilità sale invece a 8.500 euro l’anno, sempre con riduzione dell’80%.

La NASpI anticipata per avviare un’attività

Chi vuole usare l’indennità come capitale per avviare un’attività può richiedere la NASpI anticipata, cioè l’erogazione dell’intero importo residuo in un’unica soluzione. In questo caso non si applica il limite di reddito, perché la prestazione viene liquidata tutta insieme. La domanda va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma. Attenzione a un vincolo: chi torna a un lavoro subordinato prima della fine del periodo coperto deve restituire per intero la somma anticipata.

Gli obblighi di comunicazione

La trasparenza verso l’INPS è decisiva. Chi avvia un’attività autonoma deve inviare il modello NASpI-COM entro 30 giorni dall’inizio (o dalla domanda di disoccupazione, se la partita IVA era già attiva), indicando il reddito presunto. L’anno successivo si comunica il reddito effettivo e l’INPS ricalcola d’ufficio l’importo spettante. La mancata comunicazione può comportare la sospensione o il recupero delle somme.

ISCRO: la tutela dedicata ai professionisti

I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata che registrano una riduzione significativa del reddito possono accedere all’ISCRO, l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. Si tratta del corrispettivo della disoccupazione pensato per chi lavora in proprio: prevede requisiti di reddito e di anzianità di partita IVA, una domanda telematica all’INPS e l’erogazione di un importo mensile per un periodo definito. Prima di scegliere il regime fiscale e impostare l’attività conviene valutare anche queste forme di protezione del reddito.

Domande frequenti

Un libero professionista ha diritto alla NASpI? No, se non proviene da un lavoro dipendente. La NASpI spetta a chi ha perso un’occupazione subordinata con i requisiti contributivi richiesti.

Posso aprire la partita IVA mentre percepisco la NASpI? Sì. Occorre comunicare il reddito presunto con il modello NASpI-COM entro 30 giorni; l’indennità prosegue ridotta dell’80% del reddito atteso.

Qual è il limite di reddito da lavoro autonomo? 5.500 euro l’anno: entro questa soglia la NASpI continua ridotta, oltre la soglia decade.

Che cos’è la NASpI anticipata? È l’erogazione dell’intero importo residuo in un’unica soluzione per avviare un’attività; va restituita se si torna lavoratori dipendenti prima della scadenza del periodo coperto.

Esiste una disoccupazione per i freelance? Sì, l’ISCRO, riservata ai professionisti iscritti alla Gestione Separata che subiscono un calo del reddito.

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