
Sì, puoi avere una partita IVA mentre lavori come dipendente. La normativa fiscale lo consente e in molti lo fanno per avviare un’attività senza rinunciare allo stipendio. Le regole però esistono, soprattutto se vuoi usare il regime forfettario. Vediamo cosa puoi fare, come si pagano le tasse sui due redditi e quanto incidono i contributi.
Si possono avere partita IVA e lavoro dipendente insieme?
Sì, è legittimo. Nulla, sul piano fiscale, impedisce di affiancare un’attività autonoma al lavoro dipendente. Non serve un’autorizzazione formale nel settore privato, ma restano da rispettare l’obbligo di fedeltà verso il datore (art. 2105 c.c.), il divieto di concorrenza ed eventuali clausole del contratto. Nel pubblico impiego, invece, serve di norma l’autorizzazione dell’amministrazione.
Forfettario e lavoro dipendente: i limiti
Il regime forfettario è spesso la scelta più sensata per partire, ma va rispettato un quadro di condizioni:
- reddito da lavoro dipendente: il limite è stato innalzato stabilmente a 35.000 euro dalla Legge di Bilancio 2023. Si guarda al reddito imponibile fiscale (non al netto) dell’anno precedente; oltre quella soglia il forfettario non è applicabile;
- soglia di permanenza: per restare nel regime i ricavi o compensi annui non devono superare 85.000 euro;
- causa ostativa dell’ex datore: non puoi fatturare in prevalenza, cioè oltre il 50% dei compensi, verso il datore di lavoro attuale o quello avuto nei due anni precedenti. La verifica si fa anno per anno, sulla base degli incassi.
La soglia dei 35.000 euro non si applica se il rapporto di lavoro è cessato entro il 31/12 dell’anno precedente. Per la causa ostativa esistono deroghe, ad esempio per chi apre la partita IVA dopo il praticantato obbligatorio. I valori vanno comunque verificati per l’anno in corso.
Come si pagano le tasse
Dipende dal regime, ed è il punto su cui si confondono in molti:
- nel forfettario il reddito della partita IVA è tassato a parte con l’imposta sostitutiva e non si somma allo stipendio;
- nel regime ordinario i due redditi si cumulano ai fini IRPEF, con il rischio di salire di scaglione.
| Aspetto | Forfettario | Ordinario |
| Reddito da partita IVA | Tassato a parte (imposta sostitutiva) | Sommato allo stipendio (IRPEF) |
| Limite di reddito da dipendente | Sì, 35.000 € (anno precedente) | Nessuno |
| Trattamento dei costi | Dedotti forfettariamente tramite coefficiente di redditività | Dedotti i costi effettivi |
Un esempio chiarisce tutto. Un dipendente con 28.000 euro di reddito annuo che apre una partita IVA forfettaria e fattura 15.000 euro resta nel forfettario: paga l’imposta sostitutiva (5% o 15%) solo sui 15.000 euro, mentre lo stipendio continua a essere tassato a parte con l’IRPEF. Per capire quanto resta davvero in tasca aiuta la guida su partita IVA e imposta sul reddito.
I contributi INPS
Sui contributi non esiste uno sconto automatico per tutti i dipendenti con partita IVA: dipende dalla gestione di riferimento.
- Gestione Separata (professionisti senza cassa): chi è già coperto da un’altra gestione obbligatoria, come il lavoro dipendente, versa con un’aliquota più contenuta rispetto a chi ha solo la partita IVA;
- Artigiani e commercianti: chi è già dipendente full-time può chiedere l’esonero dai contributi fissi minimi, versando solo sul reddito eccedente.
I criteri di calcolo sono spiegati nella guida ai contributi INPS nel regime forfettario.
Dipendente pubblico e partita IVA
Per il pubblico impiego vale il principio di esclusività: di norma serve l’autorizzazione preventiva dell’amministrazione di appartenenza. Chi è a part-time entro il 50% ha margini più ampi, mentre svolgere un’attività non autorizzata espone a sanzioni. Prima di muoverti, chiedi all’ufficio del personale e fai mettere tutto per iscritto.
Domande frequenti
Posso aprire la partita IVA se sono dipendente? Sì nel settore privato, nel rispetto dell’obbligo di fedeltà e di eventuali clausole; nel pubblico serve l’autorizzazione.
Le tasse della partita IVA si sommano allo stipendio? Nel forfettario no, nel regime ordinario sì.
Posso fatturare alla mia azienda? Sì, ma se superi il 50% dei compensi verso datore o ex datore perdi il forfettario, salvo deroghe.
Quanto pago di contributi? Dipende dalla gestione: aliquota ridotta in Gestione Separata se già coperto, possibile esonero dai minimi per artigiani e commercianti già dipendenti.