Fisco

Bonus mobili: le regole per i forfettari e le partite IVA ordinarie

11 Maggio 2026

La Redazione

BeProf

Bonus mobili: le regole per i forfettari e le partite IVA ordinarie

Il Bonus mobili è un’agevolazione fiscale che permette di detrarre il 50% delle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati a un immobile in ristrutturazione. La detrazione IRPEF si recupera in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi persone fisiche) e si ripartisce in dieci quote annuali di pari importo. Di seguito requisiti, limiti di spesa, documenti necessari e cosa cambia per chi ha una partita IVA forfettaria.

Che cos’è il bonus mobili

Si tratta di un beneficio collegato agli interventi di ristrutturazione edilizia. Chi acquista arredi nuovi per un immobile oggetto di lavori può portare in detrazione metà della spesa, recuperandola progressivamente attraverso la dichiarazione dei redditi.

Cosa prevede: detrazione e requisiti

La detrazione IRPEF vale il 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2025 per mobili ed elettrodomestici nuovi. Per accedere servono alcuni requisiti:

  1. l’immobile di riferimento deve avere uso abitativo;
  2. gli elettrodomestici devono rispettare le classi energetiche minime: classe A per i forni, classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, classe F per frigoriferi e congelatori;
  3. gli interventi di ristrutturazione devono risultare avviati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto dei beni.

Bonus mobili e partita IVA forfettaria

Le partite IVA in regime forfettario incontrano un ostacolo: il bonus si configura come detrazione IRPEF, mentre il forfettario applica un’imposta sostitutiva al posto dell’IRPEF e non versa imposta sul reddito ordinaria sui redditi d’impresa o di lavoro autonomo. Senza imposta da cui detrarre, il beneficio resta di fatto inutilizzabile sulla sola attività forfettaria.

Le eccezioni per i forfettari

Esistono però situazioni che riaprono l’accesso al bonus:

  • il coniuge può fruirne se è lavoratore dipendente o titolare di partita IVA ordinaria;
  • il contribuente può recuperarlo se percepisce altri redditi soggetti a IRPEF, ad esempio da un contratto di locazione;
  • chi affianca all’attività forfettaria un reddito da lavoro dipendente mantiene la possibilità di usufruire della detrazione.

Limite di spesa e ripartizione

Il tetto di spesa agevolabile, definito dalla Legge di Bilancio, è pari a 5.000 euro. La detrazione si divide tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di uguale importo.

Documenti da conservare

Per non perdere il diritto alla detrazione occorre conservare:

  • la prova del pagamento (ricevuta del bonifico o della transazione con carta);
  • le fatture d’acquisto con natura, qualità e quantità dei beni;
  • lo scontrino fiscale con il codice fiscale dell’acquirente e la descrizione dettagliata dei beni.

Beni e spese inclusi

Oltre ai mobili principali (letti, armadi, tavoli, sedie), rientrano nella detrazione anche le spese di trasporto e montaggio. Gli acquisti all’estero risultano ammessi, purché il pagamento avvenga con modalità tracciabili. Tra gli elettrodomestici agevolabili figurano anche asciugatrici e microonde conformi ai requisiti energetici, mentre restano esclusi pavimenti, tende e complementi d’arredo secondari.

Compatibilità con altri bonus casa

Il Bonus mobili è cumulabile con altre agevolazioni legate all’abitazione, come Ecobonus o Sismabonus. Ogni incentivo va però richiesto separatamente e nel rispetto dei propri requisiti: il Bonus mobili richiede un intervento di ristrutturazione edilizia, mentre altri bonus poggiano su criteri di efficienza energetica o sicurezza sismica.

Domande frequenti

Un forfettario può ottenere il bonus mobili? Sulla sola attività forfettaria no, perché manca l’IRPEF da cui detrarre. Diventa possibile in presenza di altri redditi IRPEF propri o tramite il coniuge con redditi soggetti a IRPEF.

Qual è il limite di spesa? Il massimale è 5.000 euro, con detrazione del 50% ripartita in dieci quote annuali.

Servono lavori di ristrutturazione? Sì. L’accesso al bonus richiede un intervento di recupero edilizio sull’immobile, avviato dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto.

Valgono gli acquisti all’estero? Sì, a condizione di utilizzare metodi di pagamento tracciabili.

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