Lavoro e Previdenza

Quanto costa aprire e mantenere la partita IVA nel 2026: tabella costi, esempi e calcolo

13 Ottobre 2026

La Redazione

BeProf

Quanto costa aprire e mantenere la partita IVA nel 2026: tabella costi, esempi e calcolo

Aprire la partita IVA è gratis se invii da solo il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Con un commercialista o un CAF la pratica costa in genere tra 100 e 500 euro. Il costo vero è mantenerla: contributi INPS, imposte e gestione annuale. 

Nel 2026 un libero professionista in Gestione Separata paga il 26,07% di contributi sul reddito, mentre una ditta individuale di artigiani o commercianti paga almeno 4.521 o 4.611 euro di contributi fissi.

Prima di aprirla conviene fare due conti. Ecco tutte le voci di spesa, con importi aggiornati ed esempi di calcolo nel regime forfettario.

Quanto costa aprire la partita IVA

L’apertura in sé è gratuita: il modello AA9/12 per le persone fisiche si invia online, tramite Fisconline, senza pagare nulla. I costi dipendono da chi ti aiuta e dalla forma giuridica.

Voce di spesa Libero professionista Ditta individuale
Modello AA9/12 o ComUnica Gratis Gratis
Assistenza commercialista o CAF 100–500 € 100–500 €
Diritti di segreteria Camera di Commercio Non dovuti 18 €
Imposta di bollo per l’iscrizione Non dovuta 17,50 €
Diritto camerale annuale Non dovuto 53–120 €
Iscrizione all’albo Variabile per ordine Non prevista
PEC e firma digitale Poche decine di euro Poche decine di euro

 

Il libero professionista senza albo ha quindi costi di apertura quasi nulli. La ditta individuale di artigiani o commercianti deve invece iscriversi al Registro Imprese tramite ComUnica, con le relative spese camerali.

Quanto costa mantenere la partita IVA ogni anno

Il costo annuo si divide in due parti: spese di gestione, quasi fisse, e contributi previdenziali, che dipendono dalla gestione INPS o dalla cassa.

Costo annuo 2026 Libero professionista (Gestione Separata) Ditta individuale (artigiano o commerciante)
Commercialista, forfettario 400–900 € 400–900 €, in genere un po’ di più
Commercialista, ordinario 1.000–2.500 € 1.000–2.500 €
Diritto camerale Non dovuto 53–120 €
Contributi fissi INPS Nessuno 4.521,36 € (artigiani), 4.611,64 € (commercianti)
Contributi sul reddito 26,07% di tutto il reddito 24% o 24,48% sulla parte oltre 18.808 €
Software di fatturazione elettronica, PEC Poche decine di euro Poche decine di euro

 

La differenza più pesante è sui contributi. Chi è in Gestione Separata paga in proporzione a quanto guadagna: se il reddito è basso, i contributi sono bassi. Artigiani e commercianti pagano invece i contributi fissi anche con reddito zero; nel forfettario possono chiedere la riduzione del 35%.

I professionisti iscritti a un albo versano alla propria cassa (per esempio Inarcassa o Cassa Forense), con minimi e aliquote diversi da cassa a cassa. Il costo dell’iscrizione all’albo si aggiunge ogni anno.

Esempi di calcolo: quanto costa la partita IVA forfettaria con 30.000 euro di fatturato

Nel forfettario il reddito si calcola applicando al fatturato il coefficiente di redditività del codice ATECO. Dal reddito si tolgono i contributi versati, e sul risultato si applica l’imposta sostitutiva: 5% per i primi cinque anni se hai i requisiti, poi 15%.

Due casi con lo stesso fatturato, 30.000 euro, e imposta al 5%:

Voce Freelance in Gestione Separata (coefficiente 78%) Artigiano (coefficiente 67%)
Reddito imponibile lordo 23.400,00 € 20.100,00 €
Contributi INPS 6.100,38 € (26,07%) 4.831,44 € (fissi + 24% oltre il minimale)
Base per l’imposta 17.299,62 € 15.268,56 €
Imposta sostitutiva al 5% 864,98 € 763,43 €
Commercialista e diritto camerale (stima) 600,00 € 800,00 €
Costo totale annuo 7.565,36 € 6.394,87 €
Netto che resta 22.434,64 € 23.605,13 €

 

Con l’imposta al 15% il costo sale a 9.295,32 euro per il freelance e a 7.921,72 euro per l’artigiano. L’artigiano può anche chiedere la riduzione contributiva del 35% per i forfettari, che però riduce anche la pensione futura.

Gli esempi semplificano un punto: nella realtà si deducono i contributi pagati nell’anno, compresi saldi e acconti. Servono per un ordine di grandezza, non sostituiscono il calcolo del commercialista.

Come contenere i costi della partita IVA

Il primo risparmio viene da un inquadramento corretto. Libero professionista e ditta individuale hanno costi fissi molto diversi, ma non si scelgono: dipendono dall’attività svolta. Se hai dubbi, parti dalla differenza tra libero professionista e ditta individuale e verifica il codice ATECO con il commercialista.

Altre leve concrete:

  •     scegli il forfettario se hai i requisiti: fatturato entro 85.000 euro, imposta al 5% per i primi cinque anni e contabilità semplificata;
  •     confronta i preventivi dei commercialisti sul costo annuo totale e sui servizi inclusi, non solo sulla tariffa base;
  •     metti da parte ogni mese una quota per contributi e acconti, per evitare sorprese a giugno e novembre;
  •     valuta la riduzione del 35% dei contributi se sei artigiano o commerciante forfettario, sapendo che abbassa anche la pensione.

Per stimare la voce più pesante, trovi il dettaglio su come si calcolano i contributi INPS con la partita IVA per ogni gestione.

C’è poi il tema tutele: con la partita IVA non hai malattia e infortuni coperti come un dipendente. Su BeProf, piattaforma gratuita per liberi professionisti, trovi coperture sanitarie e convenzioni a condizioni agevolate.

Domande frequenti

Quanto costa aprire una partita IVA nel 2026?

L’apertura è gratuita se invii da solo il modello AA9/12. Con commercialista o CAF si spendono in genere 100–500 euro. Per una ditta individuale si aggiungono 35,50 euro di diritti e bollo più il diritto camerale annuale.

Quanto costa una partita IVA forfettaria all’anno?

Per un libero professionista in Gestione Separata non ci sono costi fissi obbligatori: si pagano il 26,07% di contributi sul reddito, l’imposta al 5% o 15% e il commercialista, in media 400–900 euro. Per artigiani e commercianti si parte da circa 4.500 euro di contributi fissi, anche senza fatturato.

Se non fatturo nulla devo pagare lo stesso?

Dipende dalla gestione. In Gestione Separata, con reddito zero non paghi contributi. Come artigiano o commerciante paghi comunque i contributi fissi e il diritto camerale. In entrambi i casi resta il costo del commercialista per la dichiarazione.

Quanto costa chiudere la partita IVA?

La comunicazione di cessazione all’Agenzia delle Entrate è gratuita, ma possono esserci spese per commercialista, Camera di Commercio e ultimi adempimenti. Il dettaglio per forma giuridica è nella guida su quanto costa chiudere la partita IVA.

 

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