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Fattura elettronica per forfettari: obbligo, codici, bollo e come emetterla senza errori

16 Giugno 2026

Matteo Pedone

Fattura elettronica per forfettari: obbligo, codici, bollo e come emetterla senza errori

Dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari, senza più soglie di fatturato. Si emette in formato XML e viaggia attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate, che la controlla e la recapita al destinatario. Vediamo chi è obbligato, quali codici e diciture servono, come gestire la marca da bollo e gli errori da evitare.

Chi è obbligato

Sono obbligati tutti i contribuenti in regime forfettario, a prescindere dai ricavi. La fattura cartacea non è più fiscalmente valida verso soggetti residenti: passa tutto dallo SdI, ed eventuali copie cartacee sono solo “di cortesia”. La mancata emissione elettronica espone a sanzioni e può compromettere i benefici del regime. Resta valido il tetto degli 85.000 euro di ricavi annui per restare nel forfettario (soglia attuale, sempre suscettibile di modifiche normative).

Come si emette: cosa serve

Per emettere fattura elettronica ti occorrono:

  • un software di fatturazione, oppure il portale gratuito “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate, che generi il file XML;
  • il codice destinatario del cliente (7 caratteri) o, in alternativa, la sua PEC;
  • per un privato senza partita IVA, il codice convenzionale “0000000” e il codice fiscale.

La data del documento può essere quella dell’operazione, ma ai fini dei controlli fa testo la trasmissione allo SdI, che va effettuata entro i termini di legge.

I codici e le diciture

Il forfettario non applica l’IVA, quindi nel caso tipico (clienti italiani) in fattura va indicato il codice natura N2.2 (operazioni non soggette, altri casi) al posto dell’aliquota. Per le operazioni con l’estero o per alcune casistiche di non soggezione territoriale possono valere codici diversi (ad esempio N2.1): non vanno usati N1 o N2.1 “a caso”. Vanno poi aggiunte le diciture obbligatorie sull’esenzione IVA ai sensi della Legge 190/2014 e sull’assenza di ritenuta d’acconto.

Elemento Cosa indicare
IVA Nessuna: codice natura N2.2 (operazioni interne)
Ritenuta d’acconto Non si applica
Marca da bollo 2 € se l’importo supera 77,47 € (campo “bollo virtuale” = SÌ)
Codice destinatario 7 caratteri o PEC; “0000000” per i privati

La marca da bollo

Sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro va applicata l’imposta di bollo da 2 euro: in fattura elettronica basta valorizzare il campo “bollo virtuale” su SÌ. La soglia si calcola sull’importo complessivo non soggetto a IVA del documento, non sulla singola riga. Il versamento è trimestrale e nell’area riservata dell’Agenzia trovi gli elenchi delle fatture con bollo. Le scadenze sono: 31 maggio (1° trimestre), 30 settembre (2°), 30 novembre (3°) e 28 febbraio dell’anno successivo (4°). Attenzione: se addebiti i 2 euro al cliente, quell’importo fa reddito come un normale compenso.

I termini di emissione

Per la fattura immediata la trasmissione allo SdI deve avvenire entro 12 giorni dall’operazione; per la differita entro il 15 del mese successivo. Non basta compilarla: se non la invii allo SdI nei termini, non è considerata emessa. Le fatture vanno poi conservate elettronicamente a norma per dieci anni (anche tramite il servizio di conservazione dell’Agenzia o un conservatore accreditato).

Gli errori più comuni

  • usare il codice natura sbagliato (N1 o N2.1 al posto di N2.2 sulle operazioni interne);
  • dimenticare il bollo quando l’importo supera 77,47 euro: la soglia si calcola sul totale non soggetto a IVA;
  • inserire un codice destinatario o una partita IVA errati, che fanno scartare la fattura dallo SdI.

Se la fattura viene scartata si considera non emessa: hai cinque giorni per correggerla e reinviarla con lo stesso numero e la stessa data, mantenendo la coerenza della numerazione.

Domande frequenti

I forfettari devono fare la fattura elettronica? Sì, dal 1° gennaio 2024 senza eccezioni.

Quale codice si usa al posto dell’IVA? N2.2 per le operazioni interne; per i rapporti con l’estero possono valere altri codici.

Quando si applica la marca da bollo? Sopra i 77,47 euro, con 2 euro da versare trimestralmente alle scadenze indicate.

Serve per forza un software a pagamento? No, si può usare il portale gratuito dell’Agenzia; un software dedicato però gestisce in automatico bolli e numerazione.

Per inquadrare la fatturazione nel quadro più ampio di tasse e adempimenti, vedi la guida su partita IVA e imposta sul reddito

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