Partita IVA per insegnanti privati: cosa sapere

27 Novembre 2023

Partita IVA per insegnanti privati: cosa sapere

La decisione di intraprendere un percorso professionale come insegnante privato comporta una serie di responsabilità e obblighi dal punto di vista fiscale e burocratico. Uno degli aspetti fondamentali da considerare è la Partita IVA. Ma cosa significa realmente aprire una Partita IVA in questo settore? E quali sono le implicazioni fiscali e amministrative? 

 

Questo ti fornirà una guida dettagliata su ciò che ogni insegnante privato dovrebbe sapere prima di aprire la partita IVA.

Il trend del lavoro autonomo tra i giovani

Negli ultimi anni, il mondo del lavoro ha affrontato una vera e propria evoluzione. Sempre più giovani stanno abbracciando la carriera da lavoratori autonomi, spinti dal desiderio di indipendenza, flessibilità e controllo sul proprio futuro professionale. 

 

L’insegnamento privato, in particolare, sta diventando una scelta sempre più popolare tra coloro che desiderano iniziare una professione che gli permetta di condividere anche le loro competenze e passioni. Intraprendere la strada del lavoro autonomo presenta anche delle sfide: tra queste, la gestione fiscale e amministrativa.

Regime forfettario: un alleato per gli insegnanti privati

Il regime forfettario è diventato rapidamente uno dei pilastri del sistema fiscale italiano per i lavoratori autonomi. Con una serie di vantaggi, come una tassazione agevolata e una contabilità semplificata, rappresenta una soluzione ideale per molti insegnanti privati. 

 

Ma quali sono i reali benefici? Innanzitutto, il regime forfettario elimina molte delle complicazioni associate alla contabilità tradizionale, permettendo ai professionisti di concentrarsi su ciò che fanno meglio: in questo caso insegnare. 

 

Inoltre, con una tassazione fissa e prevedibile, gli insegnanti possono pianificare meglio le loro finanze e investire nella crescita della loro attività. Come ogni scelta fiscale, anche il regime forfettario ha dei requisiti specifici e delle limitazioni: 

 

  • il fatturato dei lavoratori che scelgono il regime agevolato non può superare i €85.000 annui;
  • il lavoratore ha obbligo di residenza nell’UE.

L’importanza di scegliere il codice ATECO corretto

Iniziare un percorso come insegnante privato richiede, tra le varie cose, la scelta del codice ATECO corretto. Questo codice identifica l’attività svolta e influenza direttamente gli obblighi fiscali e contributivi. Nel caso di docenti privati, il codice di riferimento è 96.09.09.

Costi e adempimenti per gli insegnanti privati

Oltre alla scelta del regime fiscale e del codice ATECO, gli insegnanti privati devono considerare anche i costi e gli adempimenti associati all’apertura della Partita IVA. Questi possono variare a seconda della professione e del regime fiscale scelto, ma è essenziale informarsi in anticipo per evitare sorprese inaspettate.

 

Con l’avvio della tua attività, sorgono anche gli obblighi relativi ai contributi previdenziali e pensionistici. Nel caso degli insegnanti, che sono considerati liberi professionisti senza un fondo previdenziale specifico, è necessario iscriversi alla gestione separata dell’INPS. In questa gestione, dovrai versare i contributi solamente in base ai tuoi guadagni effettivi, calcolati con una percentuale che nel corso del 2023 ammonta al 26,23%.