Personal trainer freelance: perchè aprire la partita IVA e quale regime scegliere

27 Luglio 2023

Personal trainer freelance: perchè aprire la partita IVA e quale regime scegliere

Negli ultimi anni, la professione di personal trainer è diventata sempre più rilevante nell’ambito del fitness e del benessere. Si tratta di un professionista specializzato nell’allenamento fisico personalizzato e nell’offerta di consulenze per il raggiungimento di obiettivi specifici, legati alla salute e alla forma fisica. Oltre a fornire istruzioni sull’allenamento, i personal trainer mirano ad incoraggiare, motivare e sostenere i loro clienti durante tutto il percorso di fitness.

Se stai pensando di avviare una carriera come personal trainer freelance, il primo passo da fare è quello di aprire la Partita IVA. Vediamo insieme quali sono gli step principali, per evitare di commettere errori durante la procedura.

Aprire la Partita IVA da personal trainer

Per intraprendere la professione di personal trainer con Partita IVA, dovrai compilare il modello AA9/12 e inoltrarlo all’Agenzia delle Entrate secondo una delle seguenti modalità:

  • fisicamente presso l’ufficio territoriale dell’ente;
  • tramite il sito web;
  • inviando il modulo tramite raccomandata A/R.

 

È fondamentale compilare correttamente questo modulo, in quanto contiene informazioni essenziali, tra cui:

  • dati personali;
  • codice fiscale;
  • codice Ateco scelto;
  • regime fiscale adottato;
  • iscrizione alla cassa previdenziale.

 

È importante ricordare che la trasmissione del modello AA9/12 deve essere effettuata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività in questione.

Quale codice Ateco scegliere?

La scelta del codice Ateco deve essere molto accurata, in quanto identifica la tipologia specifica dell’attività che si intende svolgere. Per la professione di personal trainer, è possibile scegliere tra due codici diversi:

  • 85.51.00, che si riferisce a “Corsi sportivi e ricreativi” e può essere appropriato per l’attività di personal trainer o di istruttore;
  • 93.19.99, che si riferisce a “Altre attività sportive nca” e può essere considerato per attività sportive di supporto.

Quale regime fiscale scegliere?

Per coloro che sono agli inizi della propria carriera professionale e che hanno un fatturato annuo minore di 85.000 euro, il regime forfettario rappresenta la soluzione ideale, grazie ai numerosi vantaggi che offre. Tra questi:

  • imposta sostitutiva del 15%, 5% per i primi 5 anni;
  • nessun obbligo di fatturazione elettronica;
  • esonero dal modello ISEE;
  • esonero dal pagamento dell’IRAP

 

Questo regime agevolato permette ai professionisti di concentrarsi sullo sviluppo della propria attività, senza dover sostenere spese gravose.

Quali sono gli aspetti previdenziali?

Non essendo associato a nessuna cassa previdenziale specifica, per il personal trainer diventa necessario iscriversi alla Gestione Separata INPS, diretta a garantire la regolarità fiscale. A differenza dei contributi fissi, l’ammontare dei contributi previdenziali viene calcolato in base al fatturato totale dell’attività svolta. Per il personal trainer, l’aliquota contributiva è pari al 26,23% del reddito imponibile.