3 step per aprire la Partita IVA da Web Designer nel 2023

13 Febbraio 2023

3 step per aprire la Partita IVA da Web Designer nel 2023

web designer

Tra le professioni più richieste al giorno d’oggi troviamo sicuramente la figura del web designer: colui che si occupa di realizzare e progettare pagine web partendo dalla loro grafica, per comunicare e valorizzare l’immagine dell’azienda. 

 

Nella maggior parte dei casi, il web designer opera come freelance e viene inserito tra i liberi professionisti che, per svolgere la propria attività, necessitano di aprire la Partita IVA

 

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Come aprire la Partita IVA da Web Designer

La professione di web designer, in realtà, non è facilmente inquadrata sotto l’aspetto fiscale perché può collocarsi sia come libero professionista che come artigiano. Nel primo caso ci riferiamo a chi opera come consulente nella realizzazione di siti web, nel caso dell’artigiano invece parliamo di colui che li realizza. In fase di apertura della Partita IVA è conveniente scegliere la via del libero professionista con l’iscrizione alla Camera di Commercio, per passare in un secondo momento a quella dell’artigiano.

 

Web Designer libero professionista

In tale circostanza è sufficiente recarsi presso l’Agenzia dell’Entrate e presentare la domanda per l’apertura della Partita IVA che non include nessun costo se non per eventuali imposte di bollo. Riguardo l’ambito contributivo, il Web Designer è tenuto ad iscriversi alla Gestione Separata INPS che prevede un’aliquota sul reddito imponibile del 26,23%. 

 

Web Designer artigiano

Nel caso del reale costruttore di un sito internet è necessario iscriversi alla Camera di Commercio che prevede un costo fisso, e alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS con un’aliquota del 24%. Il Web Designer è tenuto ad inviare la Comunicazione Unica cioè un modulo che racchiude tutte le richieste da effettuare a vari enti, convalidato con la firma digitale che include un costo di attivazione. Nello specifico, con questo unico documento è possibile rivolgersi all’Agenzia delle Entrate, al Registro delle Imprese, INPS e Inail. 

 

Codice Ateco per Web Designer freelance

È fondamentale scegliere ed indicare il Codice Ateco che meglio rappresenta la tua attività durante l’apertura della Partita IVA. Nel caso della professione di Web Designer il codice più adatto è 74.10.21, cioè “Attività dei disegnatori grafici di pagine web”, che prevede una deduzione forfettaria delle spese sostenute durante l’anno di attività del 22% sul fatturato incassato, e un coefficiente di redditività pari al 78%.

 

Qual è il regime fiscale più adatto?

L’opzione più conveniente specialmente per chi è agli inizi è sicuramente il regime forfettario, vantaggioso perché permette di agevolare le “piccole Partite IVA” e include i seguenti requisiti e costi:

 

  • ricavo annuo non superiore a 85.000 euro;
  • imposta del 5% sul reddito imponibile per i primi 5 anni e del 15% dal sesto anno in poi;
  • detrazione del 22% sul fatturato per le spese sostenute durante l’anno di attività.

 

Tra i vantaggi che offre il regime forfettario troviamo anche l’esenzione dalla fatturazione elettronica e l’esenzione dal pagamento dell’IVA, quindi operare in franchigia IVA in modo da avere un vantaggio concorrenziale potendo applicare costi ridotti al cliente finale.