Professionista del futuro

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Professionista del futuro: Il nuovo scenario competitivo per evolversi e non estinguersi

Il nuovo scenario competitivo per evolversi e non estinguersi

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È possibile evolvere, crescere, migliorare senza affrontare un cambiamento?

Sappiamo bene che la risposta è un secco no, eppure cambiare è una delle cose che ci riesce più difficile. Probabilmente perché nessuno ce lo ha insegnato, o forse perché il cambiamento presuppone un momento in cui ci assumiamo il 100% della responsabilità. O ancora perché le fasi che portano al cambiamento potrebbero essere difficili, lunghe e faticose.

La verità è che il vero cambiamento non può avvenire se non siamo pronti ad accoglierlo. E non riguarda solo l’asset dello studio, l’uso di un software o il passaggio a WhatsApp al posto del vecchio fax. Il cambiamento presuppone un cambio di mentalità, un approccio nuovo in cui le competenze non sono solo quelle specialistiche.

Il professionista non è più il solo detentore del sapere, negli anni si relaziona sempre più spesso con stakeholders, partner e clienti consapevoli, formati e informati.

Le soft skill sono le nuove qualità che il professionista deve possedere. La sua capacità di intuire e anticipare i bisogni, il suo atteggiamento proattivo, l’apertura verso processi innovativi che azzerano i tempi di risposta e semplificano le attività routinarie, favorendo lo sviluppo di servizi più complessi, efficienti ed adeguati alle nuove esigenze del mercato.

Il processo di digitalizzazione, di adeguamento delle competenze e dei modelli organizzativi, e di ridefinizione della relazione con il cliente in ottica push, sono solo alcuni dei cambiamenti che stanno investendo gli studi professionali

Il networking, la rete, il tessuto associativo, le sinergie, la condivisione delle competenze sono i nuovi asset per essere attrattivo e competitivo su un mercato sempre più internazionale e privo di confini.

All’interno di questa ricerca troverai delle risposte, alcune evidenti, altre talmente profonde e radicate da non destare sospetti. L’analisi commissionata da Confprofessioni a The European House – Ambrosetti sul mondo professionale lascia emergere il ruolo determinante della tecnologia nel processo di cambiamento a cui gli studi sono destinati.

Ma accende anche i riflettori su alcuni aspetti che non possono più essere sottovalutati: la sostenibilità economica delle professioni, il ricambio generazionale, il ruolo della rappresentanza nella definizione del professionista in un nuovo scenario socioeconomico, e soprattutto, pone l’accento sulla necessità di ripristinare un dialogo costruttivo con le istituzioni.

È qui che Confprofessioni entra in gioco, assumendosi un ruolo di guida nella creazione di una narrazione pubblica del professionista, libero da preconcetti, scevro da ogni pregiudizio e disposto a diventare divulgatore e propulsore di una nuova cultura digitale.

La creazione dell’app BeProf va già in questa direzione. Un luogo virtuale dove condividere competenze e opportunità di business. Una piattaforma di strumenti e servizi pensati per aiutare il professionista a vivere la professione con serenità, efficienza e per rimanere sempre aggiornato sulle novità e i trend di mercato.

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