
Lo psicologo è una figura chiave nel campo della salute mentale e del benessere della persona. È un esperto nel comprendere i processi mentali, le emozioni e i comportamenti umani, offrendo supporto per migliorare in modo significativo la qualità della vita. Questa figura professionale effettua colloqui e test psicologici per raccogliere informazioni e formulare una diagnosi accurata, che rappresenta il punto di partenza per il trattamento.
Per intraprendere la carriera di psicologo come libero professionista è necessario aprire la Partita IVA. Ma quali sono i costi e le procedure per avviare l’attività nel 2026?
Psicologo freelance: formazione
La professione di psicologo richiede un percorso accademico ben definito e il conseguimento di requisiti specifici, tra cui:
- Laurea Magistrale in Psicologia;
- Esame di Stato per ottenere l’abilitazione;
- Iscrizione all’Albo professionale degli psicologi.
Una volta completato con successo questo iter, si è abilitati a esercitare la professione come libero professionista, sia attraverso consulenze online che con uno studio tradizionale.
Come aprire la Partita IVA da psicologo
Per aprire la Partita IVA come psicologo, è necessario inviare il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, tramite il sito ufficiale (con SPID/CNS) o recandosi personalmente presso la sede territoriale. Nel modulo andranno inserite diverse informazioni, tra cui:
- codice Ateco scelto;
- regime fiscale adottato;
- iscrizione alla cassa di previdenza.
Il modello deve essere trasmesso entro 30 giorni dall’inizio dell’attività professionale. Per evitare errori nella scelta del codice Ateco o del regime forfettario, è consigliabile farsi assistere da un commercialista esperto nel settore sanitario.
Psicologo freelance: codice Ateco
Il codice Ateco è un codice utile per la classificazione delle attività economiche a livello nazionale. Nella prassi più recente, l’attività di psicologo è inquadrata con il codice 86.93.00 (o equivalente nella nuova classificazione), che si riferisce alle “Attività di psicologi e psicoterapeuti”.
Per questa categoria di professionisti il coefficiente di redditività è pari al 78% nel regime forfettario: significa che, ai fini del calcolo dell’imposta sostitutiva, il 78% del fatturato viene considerato reddito imponibile, mentre il restante 22% è trattato come quota forfettaria di costi riconosciuti dal Fisco.
Psicologo freelance: regime fiscale
Per gli psicologi, il regime contabile più vantaggioso è spesso quello forfettario, al quale è possibile aderire se il fatturato annuo non supera gli 85.000 euro. Tra le principali agevolazioni del regime forfettario nel 2026 troviamo:
- imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni se si rispettano i requisiti di “nuova attività”, poi 15%;
- nessuna applicazione dell’IVA in fattura, né detrazione dell’IVA sugli acquisti;
- adempimenti contabili semplificati rispetto al regime ordinario.
Questo tipo di regime aiuta il professionista nella gestione fiscale, grazie a una tassazione agevolata e a minori oneri amministrativi, anche se non consente di dedurre analiticamente le spese sostenute.
Psicologo freelance: aspetti previdenziali
Come psicologo, è necessario fare riferimento all’Ordine professionale e alla Cassa Previdenziale ENPAP, l’ente dedicato ai professionisti della psicologia. Al momento dell’avvio dell’attività con Partita IVA, l’iscrizione a ENPAP consente di versare i contributi previdenziali per la pensione e di accedere alle principali tutele assistenziali. Per il 2026, la Cassa di Previdenza ENPAP prevede in sintesi:
- contributo soggettivo: pari al 10% del reddito netto, con un importo minimo annuo di 856 euro;
- contributo integrativo: pari al 2% del corrispettivo lordo delle fatture emesse, con un minimo annuo fissato dal regolamento;
- contributo di maternità: una quota fissa annuale (intorno ai 130 euro), destinata a finanziare le prestazioni di maternità per le iscritte.